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SDA, Poste, SICobas: fischi per fiaschi

SDA, Poste, SICobas: fischi per fiaschi

Chiusa la vertenza SDA; respinto l'attacco di Poste contro i lavoratori in appalto; rafforzato il peso della presenza Sicobas in SDA; sconfitto l'attacco fascista; denunciato il ruolo dei sindacati confederali nella vicenda .... ora il Sicobas nazionale celebra le dichiarazioni di solidarietà e di stigmatizzazione di alcuni rappresentanti della componente...

Salute e sicurezza

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Marzo 2015, nuovo infortunio mortale nel recapito

A pochi mesi (ottobre 2014) dagli ultimi due infortuni mortali che hanno colpito due addetti al recapito di Poste, una nuova vittima si aggiunge in questi giorni (3 marzo). Il solito schianto con la moto e addio alla vita di una lavoratrice di 37 anni.La notizia non fa assolutamente clamore persa da una parte nel disastro sociale complessivo e dall'altra – ancora una volta – coperta dalla finzione del banale incidente stradale dovuto alla normale fatalità connessa al fatto di essere elementi  parte della circolazione stradale. Potrebbe succedere a chiunque, andando al supermercato, o al cinema, può quindi accadere anche a chi usa la moto per recapitare la corrispondenza di Poste.Questo in sintesi il messaggio veicolato dai media che si sono occupati della vicenda senza che alcuna voce si sia alzata ad avanzare qualche ipotesi di dubbio su questa tesi scontata, tantomeno Poste ovviamente, che ben si guarda dal contestare l'affermazione secondo la quale questo è appunto un semplice incidente e nulla più. Ma invece questa non è la realtà perché questo è l'ennesimo infortunio mortale che colpisce i lavoratori di Poste che fanno recapito! Questa la verità che sottende questi fatti, checchè ne dicano...

Ottobre 2014, due nuovi infortuni mortali: la fatalità colpisce ancora!

Due incidenti stradali, uno a S.Elpidio a Mare nelle Marche (16 ottobre), ed uno a Sabbioneta in Lombardia (21 ottobre), hanno visto vittime due postini. Sono gli ultimi di una lunga sequenza di infortuni mortali di addetti al recapito di Poste. Una triste storia, che non sembra destinata a terminare in tempi brevi, che negli ultimi anni (6) ha prodotto ben oltre una decina di vittime. Non intendiamo strumentalizzare queste tragedie, solo sottolineare alcuni elementi che sia la cronaca giornalistica, che Poste e sindacati firmatari, si guardano bene dal dire: questi incidenti stradali (così sono classificati) sono a tutti gli effetti infortuni mortali sul lavoro, e non trovano certamente nella fatalità o nella sfortuna la loro motivazione principale. La quotidiana permanenza sulla strada, elemento connaturato all'attività, è il principale e più grave fattore di rischio per gli addetti al recapito. L'uso del motociclo, sovradimensionato rispetto alle reali esigenze operative, ne costituisce la concausa principale; questo dicono le statistiche. Il mezzo, quando fu introdotto con l'accordo tra sindacati e azienda in occasione delle prime riorganizzazioni, comportò un automatico taglio di qualche migliaio di zone di recapito in ragione della maggior portata e della maggior velocità nei...

Nuovo infortuno mortale al recapito

Un po' di commiserazione e la questione è risolta: è il solito normale incidente stradale!Ancora sangue che scorre e un' altra collega morta: Claudia De Beni 31 anni da Bardolino, naturalmente i media nazionali non fanno menzione di questo ennesimo incidente sul lavoro, nessun TG che ne abbia dato la notizia, il fatto è irrilevante, diventa solo dato statistico da aggiungere alla media dei tre morti quotidiani. I portalettere che muoiono sulle strade sono per queste persone lavoratori di serie B, non per nulla Poste Italiane ci ha sempre definiti “ lavoratori in GITA “!!Vogliamo che questo termine sparisca dai palmari, sparisca dal vocabolario postale, che il nostro lavoro sia rispettato e che questi morti ricordino a chi sta seduto ad una scrivania che quando, per i portalettere, i ritmi di lavoro salgono, quando le pressioni aumentano, quando la mancanza di personale ci fa correre sempre di più, i rischi si moltiplicano. Anche costoro contribuiscono a queste conseguenze nefaste.Invitiamo ancora una volta tutti i lavoratori a tutelare la loro sicurezza, pretendendo mezzi efficienti e in caso contrario rifiutare di svolgere la loro prestazione, usiamo i dispositivi di protezione individuali forniti dall'azienda. In arrivo per il...

Nuovo infortunio mortale al recapito

08.04.11. San Cipriano d'Aversa - Giuseppina Fabozzi, di 54 anni, di San Marcellino, impiegata all'ufficio postale di San Cipriano, ieri è stata investita nei pressi del tempio mariano mentre stava consegnando la posta. E’ morta sul colpo, nonostante indossasse il casco. La postina è stata falciata mentre da una traversa si stava immettendo sulla via principale del paese. L’auto che l’ha investita era guidata a forte velocità da un 28enne di Casapesenna. La donna, che stava consegnando la posta ai residenti di via Vitale, era sposata ed aveva un figlio. I carabinieri hanno effettuato tutti i rilievi del caso per accertare l’esatta dinamica dell’incidente.Fin qui la notizia, neppur presa in considerazione dai grandi mezzi di comunicazione.In Poste si continua a morire sul lavoro. Ancora un portalettere che paga con la propria vita un lavoro carico di rischi e disagi, malpagato, e gravato di responsabilità sempre più pesanti.Una nota della segreteria nazionale del SLC CIGL in riferimento alla notizia dichiara “ Questo ulteriore caso di incidente sul lavoro dimostra come sia necessario proseguire sulla strada maestra della prevenzione e della formazione” .Parole vergognose da parte di chi, con tutti gli altri sindacati firmatari, è responsabile della...

Raggi X

In un paese che si dice democratico (???) ognuno è libero di pensarla come gli pare e decidere come comportarsi a seconda delle proprie convinzioni. Bene. Ognuno è anche libero di farsi un bel bagnetto di raggi x mentre lavora a 1000€ al mese per Poste.Questo accade quotidianamente al CSI di Linate nella sala dell'apparecchio radiogeno.Perbacco, si dirà, questo significa che la macchina non è a norma, è vecchia, scassata, ecc., no, la macchina, almeno stando ai dati forniti dalle poste e dal costruttore, è a norma e funziona correttamente; anzi potrebbe funzionare correttamente.Sì perchè, e qui sta la radice del problema, l'impianto viene utilizzato in modo inappropriato e quindi viene fatta venir meno la sicurezza degli addetti e di tutti i lavoratori presenti nel locale durante la sua attività.Inappropriato perchè? La risposta è semplice e quasi banale, non occorrono conoscenze tecniche specifiche per comprendere il problema, la cui comprensione è quindi alla portata di tutti. raggiDunque, l'apparecchio è fornito di "bande piombate flessibili" che chiudono la camera di irradiazione dopo che il pacco vi è entrato. La presenza delle bande - non danneggiate - è dunque un elemento essenziale per la sicurezza dell'apparecchio in...

Inidonei al CMP Peschiera, e non solo ...

Poste e sindacati collusi hanno deciso di dividere i lavoratori, quelli in gamba e i poveri inidonei, tutti, qualunque sia il loro problema. Una vera selezione della specie, di qua quelli utili alla produzione, flessibili, usabili; di là quelli con qualche limitazione fisica, ma perfettamente in grado di guadagnarsi lo stipendio. Giustificano questa selezione con esigenze di carattere produttivo, falso, si tratta di un chiaro esempio di darwinismo sociale. Non è solo il CMP ad essere interessato a questa vicenda, il problema degli inidonei percorre oramai - e più che mai - tutti i settori dove si lavora veramente, recapito in testa. Che all'origine dei problemi fisici vi siano decenni di mal-lavoro, in condizioni insalubri, senza che siano stati compiuti interventi di prevenzione (la sicurezza è stata scoperta da Poste solo in questi ultimi mesi, e ancora in modo incompleto e spesso ipocrita), poco importa. Questi lavoratori sono già ora un problema da risolvere. Se per i lavoratori del CMP di Peschiera si inizia con le etichette colorate, per altri lavoratori, a livello nazionale, è già previsto il confino all'interno dei CMP lombardi,  e già viene dichiarato che i posti disponibili sono limitati e che la...

Sciopero recapito

Sciopero recapito ottobre-novembre 2014

Sciopero recapito ottobre-novembre 2014

Il resoconto semestrale operativo diffuso tra i dipendenti col commento del nuovo AD, lascia facilmente capire quale sarà la soluzione preventivata: tagli di posti di lavoro, esuberi, perdita di qualità nei servizi erogati, estinzione del carattere universale del servizio postale. E’ cambiato il direttore d’orchestra ma la musica per gli operai di Poste non sembra poter cambiare, anzi, sembrano esserci tutte le premesse per un prossimo, imminente, peggioramento complessivo della loro/nostra condizione lavorativa. I sindacati firmatari latitano, muti, ma pronti a fare come sempre da spalla alle scelte di Poste.Ribadiamo la nostra alterità rispetto a questo quadro, e rilanciamo una nuova azione...

Internazionale

SOLIDARIETA' AI POSTINI FRANCESI

SOLIDARIETA' AI POSTINI FRANCESI

International trade union network of solidarity and struggleRéseau syndical international de solidarité et de luttesRede Sindical Internacional de solidariedade e de lutasRed sindical internacional de solidaridad y de luchasRete sindicale internazionale di solidarietà e di lottaالشبكة النقابية العالمية للتضامن والنضالwww.laboursolidarity.org     Facteurs et factrices de Rivesaltes (France) :176 jours de grève ! Ce lundi 23 mai est le 176ème jour de grève des facteurs et factrices de Rivesaltes, dans le sud de la France. Ils et elles se battent leurs emplois, leurs conditions de travail et le service public. 176 jours de grève : c’est dire à quel point les patrons de La poste s’enferment dans le choix politique de l’affrontement, le refus de négocier, la volonté de briser celles et ceux qui luttent ! C’est dire aussi la ténacité et la solidarité des camarades de Rivesaltes ; d’ailleurs, la direction a du céder sur certaines revendications … mais elle veut maintenant sanctionner...

Precariato

Di precariato si può morire

Quasi un mese dopo il fatto, nulla trapela dal centro di distribuzione di La Poste alla Monistrol-sur-Loire.Il 15 febbraio, esausta dopo un doppio turno di lavoro, e notte senza dormire, temendo di non farcela, una postina impiegata in questo centro si è impiccata nella casa dei genitori a Sainte-Sigolène.Il tema disturba. Rattrista gli impiegati. Fatalisti, individuano nel distacco in altri centri di distribuzione( CDD) la causa della tragedia. In ultima analisi, pochi conoscevano il nome o il volto della ragazza.Insorgono i sindacalisti nelle loro sedi. E accusano. Per Pascale Falcon, segretario dipartimentale della CGT-FAPT, la postina di 21 anni è stata costretta a "condizioni di lavoro inaccettabili che possono spiegare le sue azioni."Un terzo contratto in sei mesi.Dopo aver abbandonato gli studi, la giovane, descritta come "giocosa e circondata da amici," firma un primo CDD (Contratto TD) per il recapito presso il centro di Monistrol-sur-Loire, per il periodo 11 luglio-4...