Sciopero generale! Rilanciamo la lotta di classe!

Una splendida dimostrazione di forza e di orgoglio operaio e proletario si è avuta in piazza in occasione dello sciopero generale di venerdì scorso. Qualche migliaio di persone (duemila solo nello spezzone SI Cobas) ha bloccato la città con due cortei che si sono poi congiunti in Duomo, riempiendo la piazza delle rivendicazioni e delle lotte dei lavoratori in corso e preannunciando le battaglie future. Così come Milano, anche le altre principali metropoli sono state attraversate dalla determinazione operaia, non più comprimibile nell’angolo in cui padronato e governi la volevano costringere schiacciandolo con il peso della crisi sistemica del capitale. Un protagonismo che si è riversato nelle strade, dando un segnale univoco e chiaro.

E' stata infatti una giornata che ha dato un segnale di unità, dimostrando che è possibile superare steccati e parzialità e che occorre più che mai un passo diverso per dare un forte peso alle rivendicazioni salariali e vertenziali e per riprendersi la dignità. Questa la vera discontinuità rispetto al passato, che ha avuto inizio con lo sciopero generale del giugno scorso dei trasporti e della logistica, che è appunto rappresentata dal tentativo politico di ricomporre, dopo anni di frammentazione, le sigle del sindacalismo conflittuale in un’unica piattaforma di lotta.

Ma non si pensi che si tratti di solo di lotte vertenziali o di rivendicazioni dal corto respiro e di poca prospettiva. Ormai infatti i cortei hanno ripreso a parlare di "classe" e di lotte per riprendersi il futuro, rifiutando un presente basato su sfruttamento intensivo, tagli e crisi che preludono a licenziamenti e disoccupazione, Jobs Act...Questo quanto ci restituisce questa importante giornata di lotta: l’unità e il conflitto di classe sono gli unici strumenti per dare una risposta più complessiva e intrinsecamente politica all’attacco che quotidianamente il padronato conduce nei confronti del lavoro.

Il percorso è appena cominciato. Sta a tutti, sindacati di base, realtà politiche, militanti, comprendere che lo sforzo è grande ma necessario. Ribadiamo infatti ciò che già scrivevamo nel lancio dello sciopero: è ora e tempo di porsi l'obiettivo di avere un ruolo politico di organizzazione e direzione delle lotte, per dare concretezza di obiettivi e prospettive più generali all'intera classe e ai settori sociali che vogliano farsi carico di una risposta alla riorganizzazione padronale facendo vivere, vertenza su vertenza, lotta dopo lotta, a partire dai bisogni materiali di milioni di uomini donne e giovani proletari, un immaginario di trasformazione rivoluzionaria dell'esistente. Questo il compito che ci aspetta.

I compagni e le compagne del C.S.A. Vittoria

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