Perchè lo sciopero del 25 maggio è così importante?

Maggio 21, 2018

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1) Riflettiamo. Riflettiamo su questa dichiarazione dell'AD Matteo Del Fante rilasciata al Palazzo della Borsa il 27 febbraio 2018 alla presentazione del Piano Industriale “Deliver 2022” e riprodotta su PosteNews (marzo 2018).
Alla domanda: “Nel Piano sono annunciate importanti novità su turnover e nuove assunzioni.” Segue la risposta: “L'età media dei nostri dipendenti è di cinquant'anni, più della metà andrà in pensione nella prossima decade. Questa dinamica ci permetterà di assumere in cinque anni più di 10mila nuovi talenti...”. Avete letto bene? Nei prossimi 10 anni la metà del personale andrà in pensione (circa 70mila lavoratori) e loro si “impegnano” ad assumerne 10mila! Non è questa macelleria occupazionale? I 15mila concorati con i sindacati filoazienali sono solo un anticipo. Quello che hanno in testa è di dimezzare l'occupazione di Poste; quello che hanno in testa è di sfasciare l'azienda pubblica per inseguire i guadagni privati di Borsa, consegnandola agli azionisti. Bisogna fermarli! Ci stiamo “giocando” tutto: per questo stavolta bisogna disobbedire alla disciplina sindacale e scioperare tutti, compatti, in massa, senza farci dividere dalle sigle sindacali. 

2) Ma lo sciopero di un solo giorno serve? 
Noi non rispondiamo come fanno cgil-cisl-uil e cagnolnii al seguito, che “questa è la scusa di chi non vuol scioperare” per coprire la propria allergia alla lotta aperta e agli scioperi - così impantanati nei compromessi con l'azienda, nuova “cinghia di trasmissione”. Sì, anche noi siamo d'accordo che gli scioperi per essere incisivi devono durare tre, cinque giorni consecutivi, devono “far male” all'azienda, recargli danno ma una legge lo vieta, punendo duramente chi la viola, con sanzioni sia economiche che disciplinari. Noi di questo dobbiamo tenerne conto: nessuna scivolata verso l'avventurismo ma nessuna resa verso leggi concepite per imbrigliare noi lavoratori, per impedirci di difendere i nostri interessi, per impedire la nostra lotta. E' la “legalià concertativa”, stipulata tra padroni, governo e sindacati, una catena che può essere spezzata soltanto dalla lotta di massa dei lavoratori. E la nostra lotta va in questa direzione. 

OGGI IL SINDACALISMO DI BASE - CHE NASCE IN ROTTURA RADICALE CON I SINDACATI FILO AZIENDALI, RIPUDIANDO LA TRADIZIONE DEGLI ULTIMI DECENNI - CHIAMA ALLA LOTTA CON LO SCIOPERO NAZIONALE TUTTI I LAVORATORI DELLE POSTE PER RISPONDERE UNITI NELL'UNICO MODO ADEGUATO ALLA GRAVITA' DELLA SITUAZIONE E RESPINGERE I PIANI AZIENDALI. 

da CUB Poste - COBAS Poste - SICOBAS Poste - ALP CUB - SLG CUB Poste

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