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Di precariato si può morire

Quasi un mese dopo il fatto, nulla trapela dal centro di distribuzione di La Poste alla Monistrol-sur-Loire.
Il 15 febbraio, esausta dopo un doppio turno di lavoro, e notte senza dormire, temendo di non farcela, una postina impiegata in questo centro si è impiccata nella casa dei genitori a Sainte-Sigolène.

Il tema disturba. Rattrista gli impiegati. Fatalisti, individuano nel distacco in altri centri di distribuzione( CDD) la causa della tragedia. In ultima analisi, pochi conoscevano il nome o il volto della ragazza.
Insorgono i sindacalisti nelle loro sedi. E accusano. Per Pascale Falcon, segretario dipartimentale della CGT-FAPT, la postina di 21 anni è stata costretta a "condizioni di lavoro inaccettabili che possono spiegare le sue azioni."

Un terzo contratto in sei mesi.
Dopo aver abbandonato gli studi, la giovane, descritta come "giocosa e circondata da amici," firma un primo CDD (Contratto TD) per il recapito presso il centro di Monistrol-sur-Loire, per il periodo 11 luglio-4 agosto , 2012. Il suo contratto è stato rinnovato il 30 agosto al 30 novembre 2012.

Nel mese di febbraio, La Poste le offre un terzo CDD "su un itinerario che già  conosceva, avendolo coperto senza difficoltà per tre mesi”, dichiara la direzione aziendale.
Ma tutto cambia. La vigilia della tragedia, le viene comunicato che non sarà la zona precedentemente annunciata.

Dovrà fare il recapito a Saint-Just-Malmont. Una zona conosciuta dai suoi colleghi per essere particolarmente difficile da completare nei tempi previsti. La ragazza sostituisce un altro dipendente precario (in malattia), che ha lasciato due giorni di posta.

Ore di lavoro straordinario per smaltire il flusso di volume in più.

"Il 14 febbraio, la giovane postina ha dovuto consegnare la posta di tre giorni in una zona che non conosceva, dichiara Pascale Falcon. Avrebbe dovuto completare il giro in 5 ore e 50', ne ha invece impiegati più del doppio. E' tornata a casa spossata.

La direzione assicura che "la dipendente aveva accettato di fare delle ore di straordinario per smaltire la giacenza. Ore che sono state autorizzate e conteggiate economicamente”.

Il giorno dopo, la giovane postina arriva alla Borie un'ora prima, per smistare la posta del giorno e valutare il suo carico di lavoro. Dice che non ha dormito tutta la notte. E' molto stanca. Ha paura di sbagliare. Scoppia in lacrime ed ha una crisi di panico.
Il capo ufficio le consiglia di andare a casa.
Pochi minuti dopo, commette l'irreparabile.

da http://coutoentrelesdents.over-blog.net/
(Di Isabelle Devoos, LeProgres.fr, 7 marzo 2013)