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Verona: escalation repressiva!

Siamo alle solite, il recapito cittadino per l'ennesima volta in sofferenza. Mancanza di personale sempre più pesante, zone senza titolari per pensionamenti, lunghi infortuni non coperti con scorte, ferie con zone ferme per intere settimane. Questo è il consueto e desolante panorama del recapito a Verona. Servizio pubblico universale alla deriva.

E quando l'azienda e i suoi dirigenti regionali e locali sono a corto di argomenti e rifiutano qualsiasi confronto con i lavoratori sulle problematiche in questione, scatta la repressione con contestazioni mirate a distruggere le sacche di resistenza a questa penosa situazione.

Speriamo che i portalettere di Verona non si siano dimenticati delle tante bugie propinate dai dirigenti al riguardo delle notifiche: “a Verona non avrete problemi tanto ci saranno delle persone preposte al lavoro di messo notificatore“ , “ non preoccupatevi tanto si parlerà di pochi pezzi quattro cinque a settimana“, “il corso non è stato sufficiente? Equitalia a detto che va bene così!“, “prima di fare irreperibilità assoluta dovrete fare richiesta di visura“ ecc.......

Ora ci troviamo con arrivi di 14.000 e più notifiche, una mole di lavoro enorme con le figure di messo, due sole tra l'altro per Verona, che dopo ormai due anni non sono ancora state nominate.

E i portalettere a far fronte a questi carichi di lavoro che non hanno influito minimamente nel calcolo delle zone; tutto gratis, tutto dovuto, tutto sottinteso. L'azienda fa gli utili e poi li investe nell'acquisto di banche e ai dipendenti rimane la beffa del taglio del premio di risultato perché non si sono centrati gli obbiettivi, moto mezzi distrutti , mancanza di personale !!!!!

Parecchi portalettere si sono opposti e si stanno tuttora battendo contro questa logica , il SI COBAS si è sempre espresso contro l'obbligatorietà di tutti gli addetti al recapito di diventare “messi“ e ora sono sotto attacco con contestazioni e pressioni intimidatorie pesanti.

Questo appalto con Equitalia e la gestione delle notifiche sono sempre state fin dall'inizio un'anomalia . L'azienda dal canto suo ha fatto benissimo ad aggiudicarsi questo ricco lavoro e noi non siamo certo qui a tentare di boicottare il tutto, ma abbiamo l'obbligo di difendere i portalettere e di tutelarli davanti a prese di posizioni aziendali veramente punitive.

Vergognoso è anche il tentativo di qualche capo o capetto di mettere i lavoratori uno contro l'altro , nessuno qui fa il furbo, c'è solo gente che non si rassegna a vedere i propri diritti e le proprie sacrosante richieste schiacciate dall'atteggiamento repressivo dell'azienda.

Chiedere un riconoscimento di categoria, un riconoscimento economico, una copertura assicurativa, un corso di preparazione serio, una procedura di notifica che non imponga ai lavoratori comportamenti ingiustificabili se non direttamente illegali (firme su documenti in bianco, date posdatate, mancate visure a fronte di irreperibilità assolute dichiarate) non ci sembra un atteggiamento scorretto nei confronti di nessuno.

Ai lavoratori chiediamo solidarietà verso i colleghi coinvolti nelle contestazioni, la fine degli abbinamenti e del lavoro straordinario che non ha fatto che salvare questa azienda dalle sue responsabilità e di sopravvivere senza personale in tutti questi anni.

Lunedì 07.11.11 qualche lavoratore è rientrato dopo una settimana di ferie, la zona era tutta ferma compreso gli oggetti a firma, questo non è accettabile per gli utenti,ma, e lo diciamo con forza, che non lo è neanche per il lavoratore che sarà stressato e depresso in poche ore di lavoro.

Questa è la vera vergogna, e il problema non può essere sempre risolto col “demose na man“, siamo stanchi perfino di dirlo: serve personale .

Ci stavamo dimenticando dei confederali che ora si battono come leoni “per un pugno di dollari“, che inizino a preoccuparsi dei disastri da loro favoriti come la mancanza di personale, l'obbligo di fare il messo, il declino del servizio pubblico ecc...ma forse queste sono cose che non interessano.

Dormite pure un bel sonno profondo cari sindacalisti.          SI COBAS Verona, 07.11.11