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Recapito di Verona: disastro annunciato 3 !!!

Rieccoci ancora una volta dentro una pesante riorganizzazione aziendale voluta da poste e spalleggiata dai sindacati confederali compiacenti e zerbini che non si sono sognati neanche lontanamente di opporre una seppur minima resistenza contro la nuova scelta di poste di tagliare quasi 6000 posti di lavoro, nonostante i continui utili degli ultimi dieci anni (dimenticavamo il recapito è la palla al piede di Poste Italiane !!!!!).

I cari sindacati hanno detto che l' 80% dei postali ha votato in assemblea a favore della riorganizzazione.
Ma noi abbiamo assistito alle misere assemblee dove i professionisti del sindacato hanno cercato di spiegare quello che Roma aveva deciso sulla testa di tutti i lavoratori, e abbiamo visto che alla fine si sono trovati in quattro gatti al voto farsa sul progetto aziendale, visto che la maggior parte dei lavoratori se n'era già andato schifato dalle loro motivazioni.

La crisi, gli orticelli non più difendibili, la poca dedizione al lavoro dei portalettere e per finire lo spettro dei licenziamenti dietro all'angolo. Queste le motivazioni dei tagli.
Quello che più impressiona in queste situazioni è che a fare la morale sono sempre i personaggi che come parassiti hanno passato tutta la loro vita imboscati dietro a un ruolo sindacale o qualche grado postale e che sulla strada non ci sono mai stati neanche per un giorno.
Mai una riorganizzazione è stata più ingiusta e non motivata. Il calo della corrispondenza è ampiamente compensato dai nuovi servizi già avviati e dagli altri che inizieranno a breve.
Le cartelle esattoriali continueranno ad essere il nostro pane quotidiano, e in forte espansione; da luglio inizierà il recapito dei pacchi fino a 3 kg; è partito il progetto patenti, il nuovo servizio di tracciatura al civico, le accettazioni raccomandate al domicilio ecc.....

Ci sembra che in prospettiva il lavoro non dovrebbe mancare, almeno per i postini, che mentre fanno oramai qualunque cosa, vengono continuamente penalizzati (vi siete chiesti cosa significa il mancato raggiungimento dell'obiettivo nazionale per il premio di produttività? Sono stati i postini a non raggiungerlo o la responsabilità e dei molti, troppi, che guardano, chiacchierano, e decidono di tagliare le zone!?

Stendiamo infine un velo pietoso sulle revisioni appena fatte. Per l'ennesima volta ruffiani e lecchini si sono mossi per salvare il culo a destra e manca e i soliti noti  sono usciti stranamente indenni da questi tagli pesanti. Risultato: giri assurdi e si salvi chi può.
A tal proposito ricordiamo il nostro sciopero delle prestazioni aggiuntive e dello straordinario.

Contro i tagli, la flessibilità, messi, ecc, ecc, sciopero dal 12 giugno al 11 luglio 2013,
secondo le consuete modalità.

Dobbiamo trovare forme di lotta e di resistenza fuori da schemi e gabbie contrattuali che ormai di fatto impediscono qualsiasi forma di difesa dei diritti  del lavoratore.
Dobbiamo pretendere dignità per il nostro lavoro e per la nostra persona; basta con capi e capetti che regolarmente si permettono di mortificare e umiliare i lavoratori, questi personaggi presuntuosi e arroganti  devono fare un bagno di umiltà o, prima o poi, saranno i lavoratori stessi ad imporglielo.

Ricordiamoci ancora una volta che dietro a tutta questa situazione ci sono sempre i nostri cari confederali che con concertazione e clientelismo hanno abbandonato i lavoratori per mire che nulla hanno a che vedere col vero sindacalismo !!!!!!!!!!!

MANDIAMOLI A CASA. RESTITUITE LE TESSERE!!

S.I. Cobas   VERONA,  12  giugno 2013