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Inidonei al CMP Peschiera, e non solo ...

Poste e sindacati collusi hanno deciso di dividere i lavoratori, quelli in gamba e i poveri inidonei, tutti, qualunque sia il loro problema. Una vera selezione della specie, di qua quelli utili alla produzione, flessibili, usabili; di là quelli con qualche limitazione fisica, ma perfettamente in grado di guadagnarsi lo stipendio. Giustificano questa selezione con esigenze di carattere produttivo, falso, si tratta di un chiaro esempio di darwinismo sociale. Non è solo il CMP ad essere interessato a questa vicenda, il problema degli inidonei percorre oramai - e più che mai - tutti i settori dove si lavora veramente, recapito in testa. Che all'origine dei problemi fisici vi siano decenni di mal-lavoro, in condizioni insalubri, senza che siano stati compiuti interventi di prevenzione (la sicurezza è stata scoperta da Poste solo in questi ultimi mesi, e ancora in modo incompleto e spesso ipocrita), poco importa. Questi lavoratori sono già ora un problema da risolvere.
 
Se per i lavoratori del CMP di Peschiera si inizia con le etichette colorate, per altri lavoratori, a livello nazionale, è già previsto il confino all'interno dei CMP lombardi,  e già viene dichiarato che i posti disponibili sono limitati e che la sorte degli "esuberi inidonei"  sarà decisa dalla sede centrale romana, per farne che cosa non si dice.  Noi una qualche idea ce l'abbiamo, per esempio la soluzione potrebbe essere un bel reparto speciale, ininfluente in termini di produttività, in cui confinare gli inidonei attuali e futuri, in attesa della rottamazione. La scuola FIAT su questo terreno potrebbe illuminare le scelte dei dirigenti delle poste: un bel reparto come a Nola (Alfa Romeo) potrebbe risolvere il problema. Quasi inutile è richiamare l'attenzione sul ruolo attivo dei sindacati firmatari in questa partita del CMP, perchè, come sempre, Poste si è mossa col loro consenso. Quasi inutile anche ricordare che questi sindacati sono gli stessi che riscuotono il maggior consenso tra i lavoratori......, che i postali abbiano qualche problema? Cosa deve accadere ancora per far sì che finalmente si aprano gli occhi, che ci si liberi dalla tessera-pizzo, che si recuperi un minimo di dignità? Non lo sappiamo ovviamente; sappiamo invece che le etichette e i reparto confino sono solo l'inizio della partita, che il futuro riserverà sgradite sorprese a cominciare dagli esuberi - anche di quelli sani, certo - già indicati nel piano di ristrutturazione in via di messa in opera. E' meglio che si ascolti la sveglia che sta suonando perchè se si continua a dormire il rischio è che l'etichetta cambi colore definitivamente.

06 Novembre 2009