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Buon Giorno Vietnam.....!!

Oggi è una splendida giornata di sole, gli sportellisti scoppiano e al recapito schiattano.....
A Settembre niente “premio” di risultato. POSTE ITALIANE: NEL 2010 UTILE NETTO +12%. CORRONO EBIT E RAMO VITA.
Il Cda di Poste Italiane ha approvato i conti consolidati dell'esercizio 2010 chiuso con utile netto pari a 1,018 miliardi di euro (+12,6% su base annuale).
A giugno per i risultati ottenuti nel 2010 l’azienda ha ridotto la quota del premio del 21%, circa 300/400 euro in meno a testa.
A settembre non riceveremo il premio di risultato l’azienda con la complicità dei (sindacati padronali) non ha voluto discutere a luglio sulla contrattazione di secondo livello, quella contrattazione per intenderci legata alla produzione (tanta decantata dai sindacati).
Ad oggi, possiamo affermare più produciamo e meno guadagniamo. Col nuovo CCNL (allegato 17) da Gennaio 2012 per gli operatori di sportello vola via la certezza dell’orario di lavoro, si sa quando si entra ma non quando si esce, il tutto senza retribuzione (forse dopo 4 mesi), senza garanzie e senza tutela per la salute.

Niente pause; nessuna garanzia per la salute e la sicurezza degli sportellisti riconosciuti video-terminalisti: 6-7 ore inchiodati allo sportello con una sola pausa di 10 minuti che scatta tra la centotrentesima e la centoquarantacinquesima operazione, ben oltre le due ore sancite dalla legge.
E' il caso di ricordare cosa dice la legge al riguardo:
“D.lgs 81/08 Art. 175 - Svolgimento quotidiano del lavoro - 1. Il lavoratore, ha diritto ad una interruzione della sua attività mediante pause ovvero cambiamento di attività. Le modalità di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva anche aziendale. In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l'interruzione di cui al comma 1, il lavoratore comunque ha diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale.. Le modalità e la durata delle interruzioni possono essere stabilite temporaneamente a livello individuale ove il medico competente ne evidenzi la necessità.5. È comunque esclusa la cumulabilità delle interruzioni all'inizio ed al termine dell'orario di lavoro.6. Nel computo dei tempi di interruzione non sono compresi i tempi di attesa della risposta da parte del sistema elettronico, che sono considerati, a tutti gli effetti, tempo di lavoro, ove il lavoratore non possa abbandonare il posto di lavoro. La pausa è considerata a tutti gli effetti parte integrante dell'orario di lavoro e, come tale, non è riassorbibile all'interno di accordi che prevedono la riduzione dell'orario complessivo di lavoro”.

Goog morning Vietnam, è tutto O.K.

S.I. COBAS Siracusa - 10 Settembre 2011